Il distretto di Parma: dove nascono le macchine del cibo
La provincia di Parma ha chiuso il 2025 con un export superiore a 10 miliardi di euro, cresciuto del 5,3% sul 2024. Il cibo resta il primo motore, con 3,084 miliardi di euro, ma subito dopo viene l'impiantistica alimentare, con 1,957 miliardi, davanti alla meccanica generale e alla farmaceutica. L'ultima fotografia dettagliata del comparto contava 490 imprese, 200 delle quali con più di dieci dipendenti, 9.600 addetti e un fatturato di circa 2,2 miliardi di euro nel 2020: dati di qualche anno fa, ma che descrivono bene la struttura, fatta di poche aziende grandi e di un tessuto fitto di officine specializzate.
Il distretto meccanico è cresciuto accanto a quello alimentare: la Food Valley parmense vale 8,2 miliardi di euro di fatturato, con oltre 1.052 imprese e 15.000 addetti diretti nel nucleo principale, e comprende filiere come il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma, la pasta, il latte e derivati, il pomodoro trasformato e le conserve ittiche. I costruttori hanno sviluppato le loro tecnologie lavorando ogni giorno per clienti esigenti a pochi chilometri di distanza, per poi portarle all'estero. Le famiglie di tecnologie presenti nel distretto coprono l'intero ciclo: la preparazione, con ricevimento, lavaggio, cernita, pelatura, taglio e dosaggio delle materie prime; il processo, con concentrazione, cottura, impasto, estrusione, trattamenti termici e linee dedicate a latte, carni e prodotti vegetali; la conservazione, con pastorizzazione, sterilizzazione, riempimento asettico, surgelazione e confezionamento.